IPPOCASTANO COMUNE - AESCULUS HIPPOCASTANUMFamiglia: Hippocastanaceae

Nome comune: ippocastano

Originario dell’Asia minore e dei monti della penisola Balcanica, attualmente si è acclimatato in gran parte dei paesi temperati del globo dove si è largamente diffuso per scopo ornamentale. Introdotto in Europa nel XVI secolo dalla Persia grazie all’impero Ottomano. “Aesculus” significa commestibile anche se questo nome risulta essere improprio per il castagno d’India poiche non e’ commestibile dato il suo intenso sapore amaro. Il termine “hippocastanum” deriva dal greco “castagna del cavallo”, denominazione che ha la sua origine nell’antichita’, quando il frutto di questa pianta veniva utilizzato per alimentare il bestiame affetto da bolsaggine, specialmente cavalli e bovini (precedentemente veniva messo a bagno con acqua calcarea o alcalina per eliminare il suo sapore amaro). I palafrenieri balcanici utilizzavano un decotto per detergere la pelle del cavallo. Nella medicina popolare si utilizzava la corteccia della pianta come febbrifugo e astringente; i fiori come tonici ed astringenti; le foglie come bechico.

Habitat: albero ornamentale coltivato nei parchi e nei giardini, adatto a qualsiasi terreno anche se preferisce quelli umidi e poco salini fino ai 1300 metri; resistente alle basse temperature.

Parte utilizzata: soprattutto i semi con tegumento (in autunno) e le gemme (in primavera); in minor quantita’  la corteccia dei giovani rami, i fiori e le foglie.

Aesculus hippocastanumImpiego terapeutico: le preparazioni a base di Aesculus hippocastanum e di Escina sono conosciute e utilizzate da molto tempo per l’effetto protettore della pareti vascolari. Vengono utilizzati nel trattamento di varici, flebiti, tromboflebiti, ulcere varicose, emorroidi, cellulite, in tutti i casi di insufficienza veno-linfatica e nella diminuzione della permeabilità e della fragilità capillare. L’Escina oltre ad aumentare il tono venoso è dotata di spiccata attività antiinfiammatoria e insieme all’Esculoside (glucoside cumarinico), potente inibitore della lipossigenasi e ciclossigenasi, svolgono attività antiflogistica ed analgesica prevenendo la formazione dell’edema (azione antiessudativa) e normalizzando la permeabilità della parete vascolare (anche negli edemi postoperatori). Tra le altre attività principali vi sarebbe un’azione surrenalo-dipendente, astringente, decongestionante. Le preparazioni a base di ippocastano servono fra l’altro per combattere la sindrome di Raynaud e i crampi muscolari notturni.

 

ippocastanoSoluzione idroalcoolica dei semi o della corteccia

Attività vasoprotettive e vasocostrittrici, antiedemigene, antiinfiammatorie, diuretiche, fluidificanti del sangue, venotrope e capillarotrope, decongestionanti pelviche e prostatiche. Indicata per varici, ulcere varicose, flebiti e tromboflebiti, edemi, emorroidi, capillariti, diminuzione del tono venoso, ipertrofia prostatica e geloni. Si somministrano 30 gocce in poca acqua tre volte al dì lontano dai pasti. Si prepara dal seme con il tegumento (titolo 65°); anche dalle infiorescenze fresche (titolo 55°).

In caso di emorroidi si mescolano 60ml di soluzione idroalcoolica di Aesculus hippocastanum e 40 ml di soluzione idroalcoolica di Ruscus aculeatus. Si somministrano 40 gocce tre volte al dì.

Gemmoderivato delle gemme

Proprietà flebotoniche soprattutto a livello del sistema venoso periferico, particolarmente indicato in caso di fragilità capillare, emorroidi, ipertrofia prostatica, varicocele, stasi pelvica, varici, ulcere varicose, arocianosi, geloni, tromboflebiti emorroidarie. Si somministrano 50 gocce in poca acqua tre volte al di lontano dai pasti. Il gemmoderivato, a giudizio medico, può essere assunto in gravidanza. Associato al gemmoderivato di Castanea vesca agisce nell’insufficienza linfatica; insieme al gemmoderivato di sorbus domestica è efficace nell’insufficienza venosa; associato al gemmoderivato di Alnus glutinosa agisce nella tromboflebite. Droghe sinergiche sono i gemmoderivati di Amamelide, Centella asiatica, Erigero, Meliloto, Pilosella, Rusco, Quercia o Rovere, Verbasco e Vite rossa.

Decotto della corteccia: 50 gr per litro due volte al giorno.

Estratto fluido: 10-15 gocce tre volte al giorno.

Estratto secco: 200/600 gr al giorno

Supposte: 0,02-0,003 gr di estratto. In caso di emorroidi: estratto di belladonna (0,01 gr); estratto di cipresso (0,05 gr); estratto di castagno d’India (0,02 gr); burro di cacao (3 gr) per 30 supposte, uno – due volte al giorno.

ippocastano1Uso esterno

Esternamente i preparati di Aesculus hippocastanum si consigliano nei casi di insufficienza venolinfatica (gambe pesanti, crampi, parestesie ecc) e fragilità capillare (ecchimosi, petecchie ecc.). Indicati nel trattamento delle mialgie, delle nevralgie, del reumatismo (per l’attivazione della circolazione sanguigna) oltre che nel trattamento delle emorroidi, varici e in diverse contusioni.

Grazie all’effetto sulla permeabilità capillare gli estratti totali e l’Escina hanno trovato applicazione anche nel campo della cosmetica. L’attività microvasculocinetica rende, inoltre, i preparati della pianta utili nel trattamento della cellulite e della caduta dei capelli. Rientra, infatti, nella composizione di shampoo fortificanti del capello.

Decotto: 6 gr di droga contusa in 100ml di acqua bollente.

Olii e pomate: 10-20% di soluzione idroalcoolica. Pomata antiemorroidale al 20%.

La polpa si può utilizzare per fare saponi.

Avvertenze  ed effetti secondari: i preparati di Aesculus hippocastanum sono sicuri alle dosi terapeutiche indicate. I semi possono originare midriasi, sonnolenza e gastrointerite. A dosi elevate possono provocare nausea, vomito e gastralgie (per l’ azione delle saponine, come l’Escina). Pianta dall’effetto astringente, controindicata in caso di gravidanza, allattamento ed eumaturia. Sconsigliato l’uso a bambini di giovane eta’ ed è controindicato in caso d’insufficienza renale, dell’ipertensione e di epatopatie. Si consiglia vigilanza in caso di assunzione contemporanea di farmaci anticoagulanti. Un uso topico prolungato può dare luogo raramente a reazioni allergiche ed effetti necrotizzanti. Nessun tipo di tossicità o effetti secondari è stato riscontrato nel caso del gemmoderivato. Recentemente i preparati a base dei semi con tegumento sono stati inclusi nella tabella A, destinati al solo uso farmaceutico. Come integratore è invece consentito l’impiego della corteccia che contiene, anche se in quantità minore, quasi gli stessi principi attivi compresa l’Escina.

Principali costituenti: dall’8 al 28 % di saponine di cui 14% di escina (complesso di glicosidi triterpenici); triterpeni (proantocianidina, leucocianidina, tanini catechici); flavonoidi (glicosidi della quercetina presente nei cotiledoni del seme ma non nel tegumento e derivati del campferolo) ; proantocianidoli (tegumento del seme); glucosidi cumarinici: esculetina e fraxina (corteccia e gemme); 40-50% amido; acidi grassi insaturi, vitamine C, E, D, K, del gruppo B, provitamina D, zuccheri e sali minerali.

Illustration_Aesculus_hippocastanum0_cleanIdentificazione

Albero che raggiunge i 20 mt di altezza, ha un tronco cilindrico ed eretto che cresce molto velocemente dando vita a numerosi rami. La corteccia, morbida e di colore grigio-verde e’ ricoperto di verrughe sparse in maniera aliatoria. I boccioli floreali sono protetti da una sostanza resinosa e ricoperti da 14 squame incollate tra loro. Le foglie sono grandi, opposte e spatolate con un lungo picciolo e sono divise in 5 o 7 filamenti( da lontano sembrano le dita di una mano) finemente dentate sui bordi, ovate, acuminate di un color verde brillante e sono rugose al tatto. I fiori sono bianchi, raramente possono presentare altre colorazioni come rosa o giallo, formano grappoli terminali ed eretti di forma piramidale. La corolla e’ composta da 5 petali oblunghi. Il calice e’ campanulato e ha sette stami che sopportano delle anteredi colore rosso-marrone. Fiorisce tra Aprile e Luglio e il frutto matura passato l’autunno. E’ una capsula avvolta in una cuticola lucida di colore marrone che a sua volta e’ collocata in una tasca spinosa, come la Castanea vesca, che ha 1-3 sezioni al suo interno e in genere reacchiude 2 semi o castagne. Il suo frutto ha un forma rotonda, schiacciata ai lati, la parte esterna è abbastanza spessa ma fragile, di colore giallo-marrone, sulla quale ci sono abbandandi piccole spine molto affilate.

Cucina: dalle castagne si estrae un olio da illuminazione e un alcol. Sono ricche di amido ma non sono commestibili a causa del sapore amaro; le mangiano maiali, capre e a volte anche i pesci. Con una speciale lavorazione, atta ad eliminare il forte sapore amaro, le castagne d’India forniscono una fecola nutriente e molto gradevole.

 

 

MATERIALE A SCOPO INFORMATIVO
Per uso alimentare e terapeutico consultare prima un medico o uno specialista.