Ceterach officinarum DCFamiglia: Aspleniaceae

Nome comune: cedracca, spaccapietra, erba ruggine, rusty back.

Il termine “Ceterach” deriverebbe dall’arabo cetrack; dal greco “Asplenon”, privo di milza, in riferimento all’azione terapeutica sulla milza. Conosciuta come erba spaccapietra  perché crescendo tra le pietre le frantuma lentamente e seguendo la dottrina dei segni è stata impiegata da molti medici dell’antichità nella cura della pietra. Nella zona mediterranea e’ ampiamente usata per trattare la renella nell’urina, nel Medioevo veniva utilizzata come medicinale contro le malattie della milza. Con il decotto delle foglie si lavavano i capelli per tonificarli ed era utilizzato come disinfettante per lavare ferite, croste e piaghe. Si credeva avesse il potere di far defluire dal corpo il dolore e di evitare le disgrazie, per questo motivo veniva impiegata per imbottire i cuscini. La raccolta si praticava alla vigilia della festa di San Giovanni, il 23 giugno, accompagnata dalla diffusa credenza secondo la quale chi quella sera si fosse infilato nella scarpa un ramoscello di cedracca avrebbe trovato “il tesoro nascosto”.

Habitat: originaria del continente europeo, cresce sulle macerie umide, sulle rocce soleggiate e calcaree e nel sottobosco rado, fino ai 2000 metri s.l.m.

Parte utilizzata: si utilizzano le parti aeree della pianta (raccolte da maggio ad agosto).

Impiego terapeutico: le fronde hanno proprietà diuretiche e sono utili per curare le coliche renali;  Ha proprietà astringenti, espettoranti, coleretiche, ipotensive e toniche generali. Si utilizza il decotto della pianta intera senza le radici. L’erba ruggine viene usata come decongestionante per pelli arrossate. Indicato per stati dove si richiede un aumento della diuresi: affezioni genitourinarie, cistiti, uretriti, oliguria, iperuricemia, goccia, ipertensione arteriosa, edemi, sovrappeso accompagnato da ritenzione di liquidi. Previene l’arteriosclerosi, la discinesia biliare e anche bronchiti, influenze e raffreddori. Inoltre il rizoma ha proprietà terapeutiche e sedative.

 Ceterach officinarum Modi di preparazione

Infuso: 50gr di foglie essiccate o verdi, in un litro d’acqua bollente, infuse per 20 minuti. Filtrare bene e berne una tazza dopo ogni pasto dalla colazione alla cena (anche fuori pasto). Dolcificare con il miele o con aggiunta di menta fresca.

Decotto: la pianta intera senza radici, si utilizza come diuretico in presenza di acido ossalico o ossalati nell’urina (calcoli renali). In un litro d’acqua versare 4 cucchiai della pianta tagliata e  sminuzzata, far bollire lentamente per 5 minuti; filtrare e berne due o tre tazze al giorno sino all’eliminazione dei calcoli, che usciranno senza coliche.

Principali costituenti: tannini, mucillagini, acidi organici, acido gallico e tracce di sali minerali. 

Avvertenze ed effetti secondari: non sono stati riscontrati casi di tossicità nella Ceterach officinarum DC. Molte felci contengono sostanze cancerogene, alcune contengono anche Tiaminasa, un enzima che toglie il complesso della vitamina B dell’organismo. In piccole quantità non causa danno in persone che hanno una dieta adeguata e soprattutto ricca in vitamina B, ma in quantità elevate può causare problemi per la salute. L’enzima si inibisce con il calore o attraverso l’essicazione, quindi cuocendo la pianta si rimuoverà la Tiaminasa.

Ceterach officinarumIdentificazione

E’ una pianta erbacea, perenne. Si presenta come una piccola felce che raggiunge i 15-20 cm di altezza. Le foglie disposte a rosetta piu’ o meno dense sono lineari-lanceolate, ottuse a pinne intere o crenulate con picciolo corto e scaglioso, coriacee nella parte superiore mentre in quella inferiore sono ricoperte da squame che contengono gli sporangi, detti “sori”, i quali una volta maturi assumono un colore marrone/rossastro, da cui deriva il nome volgare di Erba ruggine; i sori sono colmi di spore che cadendo sul terreno faranno nascere nuove felci. La radice è fibrosa e di color nero. Quando le piante sono in vegetazione le fronde sono ben distese, risaltando la pagina superiore del tutto liscia di un color verde opaco, invece nei periodi di siccità le fronde si accartocciano e si chiudono, mettendo in mostra la pagina inferiore ricoperta da squame rugginose che riducono la traspirazione fogliare. Fiorisce da maggio ad agosto.

Si conosce anche come “spaccapietra” un’altra varieta’ di felce, la “Phyllantus Niruri” della famiglia delle Euphorbiacee. E’ una pianta molto diffusa in Brasile e ancora oggi è oggetto di studi per i noti effetti curativi nei calcoli renali. Nel 1990, il Dott. Wolfram Wiemann (Nuremburg, Germania) ha trattato oltre 100 pazienti con calcoli renali con del phillantus niruri e in un tempo variabile da una a due settimane è riuscito nell’eliminazione delle pietre nel 94% dei casi.


MATERIALE A SCOPO INFORMATIVO
Per uso alimentare e terapeutico consultare prima un medico o uno specialista.