OLYMPUS DIGITAL CAMERAFamiglia: Cupressaceae

Nome comune: ginepro

Juniperus dal latino “junior” e “pario ” generare nuovi frutti, caratteristica tipica della pianta di generare nuove bacche durante la maturazione delle precedenti. Per alcuni il nome deriverebbe dal Celtico, spinoso; secondo altri il significato si collegherebbe agli effetti sulle contrazioni uterine durante il parto. L’azione balsamica del ginepro è nota ed utilizzata fin dall’antichità per curare le affezioni delle vie respiratorie e genito-urinarie, gli stati uricemici e quelli reumatici.

Habitat: cresce frequentemente nei cespuglieti e nei luoghi boschivi selvatici e montani. Arbusto perenne di aspetto variabile, cresce molto lentamente fino ai 5 m di altezza in pianura. Salendo di quota presenta fusti striscianti sul terreno, con foglie più brevi e meno pungenti, per tale forma viene chiamato ginepro nano (Juniperus communis var.mont.Ait.).

Parte utilizzatabacche in autunno o a maturazione completa per buona parte dell’anno; i giovani getti in estate.

Impiego terapeutico: le bacche sono considerate diuretiche ed antisettiche e vengono utilizzate nella ritenzione idrica; le attività stomachiche-carminative sono utili nell’atonia digestiva e nei disturbi dispeptici; quelle balsamiche ed espettoranti possono essere impiegate nelle affezioni respiratorie per bronchiti e raffreddori mediante fumigazioni.

 

juniperus fogModi di preparazione

Le bacche mature si fanno essiccare e si conservano in vasi di vetro.

Infuso:  galbule all’1-1,5%, mezzo cucchiaino in acqua bollente per 15 minuti almeno. Sinergia con il Levisticum.

Decotto: una manciata di bacche mature, 25-30gr, fatte bollire in mezzo litro d’acqua per 10 minuti, si utilizza come diuretico per eliminare gli acidi urici.

Thè: un cucchiaio di bacche schiacciate messe in una tazza d’acqua bollente e lasciate a macero per 5 minuti; da prendersi dopo i pasti; il suo effetto è identico al decotto, in piu è balsamico.

Vino di ginepro

Indicato nella cura dei reumatismi, gotta, renella, bronchite ed asma. Si mettono 50gr di bacche pestate con un po di scorza di limone non trattato a macero per 10 giorni in un litro di un buon vino bianco; filtrare e imbottigliare in vetro scuro. Si consiglia di berne un bicchiere al dì.

Soluzione idroalcoolica delle bacche o galbule

Proprietà antisettiche, balsamiche, diuretiche, ipoglicemizzanti,  antireumatiche, eupeptiche, carminative. Indicazioni:  cistiti e uretriti, edemi, iperuricemia, bronchite catarrale cronica, flautolenze, diabete, turbe dispeptiche, reumatismi, artrosi cronica. Posologia: 35 gocce in poca acqua tre volte al dì lontano dai pasti.

Gemmoderivato dei giovani getti

Il gemmoderivato dei giovani getti possiede un’azione sul fegato dove esercita un’attività stimolante e rigeneratrice a livello dell’epatocita e sollecita la funzione sul rene. E’ dunque un ottimo drenante epatorenale da utilizzare negli stati di autointossicazione cronica e, unitamente all’incremento della funzionalità epatica, risulta prezioso in reumatologia per la stimolazione della diuresi. Porta ad un’azione sul ricambio generale che si traduce in un aumento dell’eliminazione di scorie da parte dell’organismo, quindi ad un alleggerimento del distretto epatorenale. Possiede proprietà protettive sugli epatociti, antidiabetiche, diuretiche, ipocolesterolemizzanti, antiuricemiche.

Indicazioni: cirrosi epatica, epatite cronica,  epatite da farmaci o sostanze tossiche, diabete mellito, ipercolesterolemia, iperuricemia, insufficienza renale, calcolosi renale. Posologia: 35 gocce in poca acqua tre volte al dì lontano dai pasti.

Polvere

Ridurre in polvere finissima una manciata di bacche e prenderne tre cucchiai al dì mescolati con miele o marmellata.

Per uso esterno

Olio essenziale: opportunamente diluito viene impiegato come vulnerario, lenitivo e antireumatico. Applicato topicamente può provocare eritema.

Principali costituenti: olii essenziali 0,5-2% (mircene,  sabinene, alfa e beta pinene (80%), 1,4% cineolo, p-cimene, camfene, limonene, borneolo, geraniolo, cadimene, terpinene-4-olo), numerosi diterpeni (mirceo comunico, turulosico, sandaracopimarico, isopimarico), tannini catechici, leucoantocianidine, flavonoidi, zuccheri invertiti, miscela di amari, vitamina C.

Avvertenze ed effetti secondari: i preparati di Juniperus sono controindicati per donne in gravidanza e nell’allattamento; e in caso di affezioni renali di natura infiammatoria. L’olio essenziale può provocare ematuria per questo si sconsiglia di prolungare il trattamento oltre sei settimane; dosi troppo elevate possono causare irritazioni renali.. Come per tutte le piante ad azione diuretica bisogna prestare attenzione alla contemporanea assunzione di farmaci diuretici ( possibile sommazione d’effetto). L’olio essenziale applicato topicamente può provocare eritema. L’uso della droga conferisce alle urine un caratteristico odore di violetta.
Esperimenti  su animali hanno dimostrato un aumento della secrezione urinaria e un’azione diretta sulle contrazioni della muscolatura liscia. Ricerche sui ratti con estratto butanolico ottenuto dalla bacca essiccata hanno dimostrato un’accentuata proprietà antifecondativa attribuita ad una probabile attività antiprogestinica. Studi recenti hanno segnalato l’attività ipoglicemizzzante delle bacche, sia per effetto di un maggior assorbimento di glucosio periferico sia per l’induzione di secrezione di insulina, restano da individuare i principi attivi responsabili di tale attività.

 

Juniperus_communis0Identificazione

Alberello alto fino ai 5-6 metri in pianura, raramente di piu, assume una forma cespugliosa in montagna e in alta quota si riduce ad un arbusto prostrato ; rami piu o meno pendenti; foglie rigide e pungenti, aghi acuminati di colore verde glauco, scanalate di sopra con una striscia bianca formata da un deposito di cera, di sotto sono carenate e presentano un canale resinifero. I fiori (strobili) maschili sono gialli, quelli femminili sono verdognoli, ascellari o terminali. Le bacche o meglio le galbule sono globose un pò schiacciate, di 5-8mm di diametro, e maturano nel secondo anno diventando da verdi a nere e velate da una pruina cerosa bianca che le fa apparire azzurrognolo-violacee. Specie affine è juniperus oxycedrus che si distingue per le bacche  più grandi e di colore marrone-ossido. Il ginepro è una specie pioniera importantissima e per questo è specie protetta.

Cucina: le bacche aromatizzano molte vivande, soprattutto carni e arrosti di cacciagione. Molto usate in liquoreria per la preparazione di acqueviti e liquori. Famoso il Gyn che si ottiene dalle bacche macerate a freddo in alcol da cereali.

 

 

 

 

MATERIALE A SCOPO INFORMATIVO
Per uso alimentare e terapeutico consultare prima un medico o uno specialista.