Primula_veris_170405Famiglia: Primulaceae

Nome comune: primavera, primaverula, primrose, primola odorosa.

E’ originaria della Cina e delle zone temperate Europee ed Asiatiche. Il nome deriva dal latino “primus” per indicare la precocità di fioritura che avviene subito dopo la scomparsa della neve quando nei prati comincia a crescere l’erba. Menzionata da S. Ildegarda come un efficace rimedio nella malinconia. Specie simili sono la Primula acaulis, la P. elatior e la P. auricola. A scopo terapeutico si utilizza maggiormente la Primula veris ed in minor misura la Primula vulgaris.

Habitat: cresce lungo i bordi dei sentieri, nei prati e nei boschi radi, dalla pianura alla montagna fino ai 2000m.

Parte utilizzata: le radici a fine inverno; le foglie in primavera prima della fioritura; i fiori interi in piena fioritura (aprile-maggio); la pianta intera fiorita. Le radici dopo averle pulite e lavate si essiccano direttamente al sole, mentre le foglie e i fiori si essiccano all’ombra in un luogo arieggiato. Si conservano in contenitori di vetro e in sacchetti di carta lontano dall’umidità.

Impiego terapeutico: soprattutto la radice per l’azione espettorante, secretolitica, antiinfiammatoria; i fiori e le foglie hanno una blanda attività diaforetica, diuretica, vermifuga, calmante ed antispasmodica. I preparati delle radici sono indicati nelle forme bronchiali, nei catarri delle vie aeree, nel trattamento sintomatico della tosse, nell’asma, nel reumatismo articolare e sono indicati nella fase iniziale delle forme influenzali. Dal potere rilassante su cuore e nervi, utile nei disturbi nervosi e nell’insonnia. Le foglie si impiegano soprattutto nei cataplasmi per uso esterno su piaghe e ferite.

 

Primula_veris_230405Modi di preparazione

Decotto di radici: un quarto di cucchiaino di radici fresche o essiccate per una tazza abbondante di acqua fredda; portare ad ebollizione e dopo 5 minuti filtrare. Quando diventa tiepida si aggiunge un po di miele. Berne una tazza due-tre volte al dì. Utile per la bronchite e l’asma bronchiale. Ha un buon effetto depuratore del sangue e nei reni per i calcoli urinari.

Infuso dei fiori: da uno a tre cucchiaini di fiori essiccati in una tazza di acqua bollente; coprire e dopo 10-20 minuti filtrare (si puo infondere brevemente, soprattutto da fresca). Due-tre tazze al dì, soprattutto la sera prima di andare a dormire; si puo dolcificare con il miele.

Tisana di Maria Treben contro l’insonnia: 50 gr di Primule, 25 gr di fiori di Lavanda, 10 gr di Iperico, 15 gr di coni di Luppolo, 5 gr di radici di Valeriana. Un cucchiaino pieno del miscuglio in un quarto di litro di acqua bollente in infusione per tre minuti. Sorseggiare la tisana molto calda prima di coricarsi, si puo dolcificare con il miele.

Tisana primaverile di Maria Treben depuratrice del sangue: 50 g di Primule, 50 g di germogli di Sambuco, 15 g di foglie di Ortica, 15 g di radici di Tarassaco. Un cucchiaino colmo di questa miscela in un quarto di litro di acqua lasciandolo riposare per tre minuti. Sorseggiarne due tazze al dì dolcificando eventualmente con un po’ di miele.

Tisana contro la bronchite: 15gr sommità fiorite di Timo serpillo, 15gr di radice di Primula, 50 gr di foglie di Farfara. Due cucchiaini per tazza in infusione per 5 minuti, berne tre tazze al dì.

Vino di Primula

Contro i disturbi cardiaci . Si riempie un bottiglione da due litri con fiori freschi di primula senza comprimerli (l’intero grappolo dei fiori) fino al collo, si copre il tutto con del buon vino bianco. Lasciare il bottiglione, leggermente tappato, per 15 giorni al sole. Quando si presentano i disturbi cardiaci se ne prende un sorso; i malati di cuore ne possono prendere fino a tre cucchiai al giorno.

Tintura Madre, soluzione idroalcoolica della pianta intera fresca (titolo 45°).

Succedaneo della Poligala senega.

30 gocce tre volte al dì.

Uso esterno

A livello cutaneo manifesta proprietà addolcenti e antipruriginose utili nelle affezioni dermatologiche, e un’azione trofica nel trattamento di screpolature, lesioni e punture di insetti.

Per la ricchezza di saponine viena impiegata nel trattamento delle contusioni in forma di compresse. Le compresse imbevute di decotto della pianta al 10% velocizzano il regresso degli ematomi. Le compresse imbevute di infuso sono decongestionanti per la pelle del viso.

Utilizzata negli unguenti per le macchie delle pelle, le scottature del sole e le rughe.

Olio essenziale: opportunamente diluito viene impiegato come antinevralgico, antireumatico, antiartritico. Come impacchi o frizioni per curare la gotta.

Cataplasma di foglie: 25-30 gr  di foglie fresche ridotte in poltiglia da applicare  sulle parti interessate per piaghe, ulcere e ferite.

Principali costituenti: 5-10% saponine triterpeniche (acido primulico), glicosidi fenolici (primulaverina), zuccheri, polialcoli, piccole quantita’ di flavonoidi (gossipetina), carotenoidi, tracce di olio essenziale (0,25% ciclamina e canfora di primula), vitamina C, sali minerali (6-8%),  enzimi (primverasi) nei fiori. I semi di primula contengono principalmente acido linoleico ed acido gamma-linolénico.

Avvertenze ed effetti secondari: dosi molto elevate e prolungate nel tempo possono provocare irritazioni di stomaco, nausea e vomito. Alcune persone potrebbero essere allergiche ai suoi oli essenziali. Raramente il contatto di alcune parti aeree della pianta con la pelle possono provocare reazioni allergiche. Le primule sono specie protette.

primulIdentificazione

E’ una pianta erbacea perenne di crescita bassa con circa 500 specie differenti. Molte delle specie di questo genere crescono spontaneamente in tutto l’emisfero nord. Non deve confondersi con l’Onagra (Oenothera biennis). La Primula Veris possiede una radice principale nodosa di colore marrognolo coperta di squame da cui si sviluppano numerose radici secondarie carnose, di colore giallo al suo interno, di odore e sapore dolce. Ha abbondante fogliame; le foglie sono lunghe, disposte a rosetta di colore verde chiaro, ovali leggermente dentate e ricoperte da una fitta peluria nella parte inferiore. I suoi fiori, di sei petali riuniti in ombrelle semplici nascono nel centro e hanno distinti volumi e tonalità: rosa, violaceo, rosso o giallo, con un difetto centrale di distinto tono in alcune delle varietà. Sono profumati e pendenti tutti dallo stesso lato, su peduncolo radicale nudo. Alcune specie possono raggiungere circa 40 cm di altezza. Da esse si diffonde un suave aroma.

Coltivazione: i semi e i rizomi devono impiantarsi in autunno o primavera, fioriscono in inverno o estate. Richiede terreni ben affidabili, preparati per piante da fiore, ma senza eccessi. Il suolo deve avere un buon drenaggio di acqua, perché l’eccesso di liquido provoca che le sue foglie prendano un colore giallognolo. Deve ubicarsi all’ombra poichè il sole in eccesso, soprattutto in estate, la danneggia. Resistente alle temperature basse ma teme le forti gelate; pianta da interni luminosi.

Cucina: le foglie giovani consumate fresche, crude nelle insalate o cotte come qualunque verdura, possiedono un’azione depurativa.

 


MATERIALE A SCOPO INFORMATIVO
Per uso alimentare e terapeutico consultare prima un medico o uno specialista.