rosa caninaFamiglia: Rosaceae

Nome comune: rosa canina, rosa selvatica, wild dog rose, rosa delle siepi.

Originaria dell’ Europa, Asia, e Africa del Nord, sin da tempi remoti la Rosa canina è conosciuta come preziosa pianta medicinale. Rosa deriverebbe da “vrad” o “vrod” flessibile e “canina” dalla  forma ricurva degli aculei di cui la pianta è munita e che ricordano gli incisivi del cane, ma anche perchè nell’Antica Grecia si riteneva che le radici di questa rosa selvatica potessero curare la rabbia provocata dal morso del cane. I persiani la ritenevano in grado di risvegliare i morti. Divenne emblema ufficiale dei Tudor, simbolo della monarchia britannica.

Habitat: cresce spontanea nelle radure, terreni incolti con prevalenza nei terreni collinari, nel sottobosco, dal mare alla media montagna,fino a 1500m.

Parte utilizzata: giovani getti e foglie in primavera; boccioli fiorali da maggio a luglio; cinorrodi maturi in autunno; meno frequente la radice e le galle.

Impiego terapeutico: tonico (aumento delle difese immunitarie) nei cambi di stagione, astenia, convalescenze, gravidanza e senilità. Ottimo per fragilità capillare, varici ed emorroidi;  per affezioni delle prime vie respiratorie; depurativo, blandamente diuretico, lassativo o astringente. E’ uno dei rimedi floreali di Bach, “Wild rose”.

 

 

rosa caninaModi di preparazione

Fiori e foglie danno un infuso gradevole.

Infuso dei fiori o delle foglie tagliate: un cucchiaino per tazza in acqua bollente per 2-3 minuti come tonico; anche in infusione 10 min per 3-4 tazze al dì. Per uso esterno è cicatrizzanteutile per lavaggi delle piaghe, ulcere atone, scottature.

Infuso dei fiori: una manciata di petali essiccati in mezzo litro di acqua bollente, riposare 10 minuti. Tre bicchieri al giorno e quando scende sotto i 40° si aggiunge il miele, lassativo tonico. Utile come collirio per le palpebre infiammate e per gargarismi; cicatrizzante per uso esterno. I petali contusi si possono usare come pronto soccorso per le ustioni.

Decotto dei cinorrodi: una manciata di frutti essiccati contusi, (25-30gr) privi di semi e peli in un litro d’acqua, lasciar bollire per 10 minuti e filtrare; berne tre bicchieri al giorno a digiuno; calmante, astringente, antianemico e depurativo.

Per conservare inalterate le vitamine prendere 7-8 cinorrodi aperti e metterli in un bicchiere d’acqua a macero per una notte, al mattino seguente colare e bere.

Infuso dei cinorrodi: privi di semi e peli al 2-3%, un cucchiaino pieno, per 15 minuti in acqua calda, non bollente; come rinfrescante, leggermente sedativo. Colore rosso, odore vanigliato; da consumare come tè.

Come antiadiarroico mettere 4 bacche a bollire per 3-4 minuti, filtrare e bere.

Tintura madre, soluzione idroalcoolica dei cinorrodi

Proprietà ipoglicemizzanti, antiscorbutiche, immunostimolanti e immunomodulanti, blandamente lassative, depurative e drenanti.

Indicazioni: glicemia, tonsilliti, scorbuto, stati influenzali (coadiuvante negli stati carenziali) , affezioni delle prime vie respiratorie (faringiti e rinofaringiti), infiammazioni urogenitali, stipsi, diarrea, diabete mellito.

Posologia: 30-40 gocce in poca acqua due volte al giorno prima dei pasti principali.

Droghe sinergiche: acerola, crespino, olivello spinoso.

Galenica: frutto fresco a maturità, titolo 65°.

Gemmoderivato dei giovani getti

Rispetto alla tintura è piu indicato come antinfiammatorio e antiallergico delle prime vie respiratorie.

Indicazioni: raffreddori, rinofaringiti e tracheobronchiti, tonsilliti, otite nei bambini.

Posologia: 50 gocce in poca acqua una volta al giorno.

Droghe sinergiche: abete bianco, faggio, pino, mugo, olmo, vite canadese, ribes nero.

Galle

Sulla pianta appaiono come escrescenze ricoperte da filamenti, causate dalle punture del Cynipis rosae, un insetto della famiglia degli Imenotteri. Sono ricche di tannino e hanno proprietà astringenti, toniche e diuretiche. Secondo Leclerc le galle possono considerarsi toniche, diaforetiche soprattutto trattandosi di tubercolosi e nefriti.

Principali costituenti:  i frutti freschi sono ricchi di vitamina A, B1, B2, C, E, K, P tannini, riboflavina, carotenoidi (rubixantina, licopina, b-carotene), tracce di  flavonoidi e antociani, carboidrati, pectine, zuc,cheri e acidi organici, acido malico, acido citrico, acido nicotinico.

Avvertenze ed effetti secondari: i preparati di Rosa canina sono sicuri alle dosi consigliate, a meno che non vi sia una particolare ipersensibilità individuale. La vitamina C è disponibile nella droga fresca estratta a freddo. Se essiccata le vitamine vengono quasi completamente distrutte. In caso di stipsi moderare il consumo (della buccia del frutto) o di assumerlo insieme a  preparati di piante ad azione regolatrice intestinale.

264663402Identificazione

Arbusto perenne, spinoso, ramificato con fusti arcuati e foglie caduche, ciascuna foglia ha due o tre paia di foglioline coriacee di forma ovato-ellittica a margine dentato. I fiori sono solitari o riuniti in gruppi di 2-3; petali di colore bianco alla base e rosei nella parte distale, stami gialli. Il fiore emana un delicato e gradevole profumo, fiorisce da maggio a luglio. I cinorrodi sono di colore rosso-arancione, maturano in autunno. Da 90 a 270 cm di altezza.

Antenata delle rose coltivate, la piu comune tra le rose selvatiche. Esistono specie simili con le medesime proprietà terapeutiche, come Rosa agrestis, Rosa arvensis, Rosa pendulina, Rosa sempervirens, Rosa micrantha. Si utilizza come portainnesti per le rose ornamentali e resistenti. In Olanda si coltivano varietà di rose selezionate da frutto per marmellate vitaminiche. I fiori  essiccati sono una base dell'”acqua di rose”.

Coltivazione: le nuove piante si ottengono per talea, divisione di cespo, per propaggine o per seme (marzo aprile). Predilige un terreno argilloso di medio impasto con 0,5-1 pianta/metro quadro. L’innesto viene eseguito a gemma dormiente da agosto a settembre e a spacco in primavera.

Cucina: i frutti freschi sono astringenti intestinali, diuretici, antinfiammatori, antiscorbutici e vaso protettori.

Le marmellate, gli sciroppi e le gelatine fatte con frutti freschi hanno qualità antianemiche, astringenti e depurative.

Marmellata: lavare i frutti maturi e aggiungendo poca acqua metterli a fuoco basso lasciando cuocere per mezz’ora circa, schiacciare e setacciare; pesare la polpa per aggiungere la quantità necessaria di zucchero di canna (circa 500gr in 1kg di polpa). Poi rimettere sul fuoco aggiungendo un altro mezzo bicchiere d’acqua con lo zucchero ( anche una  buccia di limone, del vino bianco secco e delle mele); cuocere un’altra mezz’ora mescolando, lasciar raffreddare e invasare. Si abbina ai formaggi ma è ottima sin dal mattino.

Conserva: mescolare 2 kg di frutti schiacciati con 3 kg di zucchero. Scaldare pochi minuti a bagno maria per amalgamare il tutto.

Vino: una manciata di frutti freschi contusi in mezzo litro di vino di buon grado alcolico, lasciar macerare per 15 giorni; berne un bicchierino dopo i pasti principali.

 

 

 

MATERIALE A SCOPO INFORMATIVO
Per uso alimentare e terapeutico consultare prima un medico o uno specialista.